Chiavenna

Ufficio Informazioni Chiavenna

23022 - Chiavenna (SO) Piazza Caduti della libertà
T 0343 37485
F 0343 37361

Orario apertura dal 15.07.18 al 09.09.18
Feriali: 07:30 - 12:30 e 14:00 - 18:50
Festivi: 10:00 - 12:00 e 14:30 - 18:00
Agosto festivi: 08.30-12.30 e 14.00-18.00





consorzioturistico@valchiavenna.com
www.valchiavenna.com

Informazioni e richieste per gruppi, convegni, eventi Chiavenna

23022 - Chiavenna (SO) Piazza Caduti per la libertà
T 0343 37485
F 0343 37361

Orari di apertura
Dal lunedì al sabato: 09:00 -12:40 e 14:00 - 18:50. 
Domenica e festivi 10:00 - 12:00 e 14:30 - 18:00.

consorzioturistico@valchiavenna.com
www.valchiavenna.com

Madesimo

Ufficio Informazioni Madesimo

23022 - Madesimo (SO) Via alle Scuole
T 0343 53015

ESTATE 2018
Tutti i giorni: 9.00–12.30 e 14.30–18.00
 

 

 



info@madesimo.eu
www.madesimo.eu

Campodolcino

Ufficio Informazioni Campodolcino

23022 - Campodolcino (SO) Via D.R. Ballerini,
T 0343 50611

ESTATE 2018
Lunedì: 09-12.30 e 15.00-18.30
Martedì: 09-12.30 e 15.00-18.30
Mercoledì: chiuso
Giovedì: 09-12.30 e 15.00-18.30
Venerdì: 09-12.30 e 15.00-18.30
Sabato: 09-12.30 e 15.00-18.30
Domenica: 09-12.30




campodolcino@valtellina.it
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Mattia Giacomelli - Chef Globetrotter

Nonostante i suoi trent’anni, Mattia Giacomelli – chef del ristorante-hotel Crimea a Chiavenna – vanta già al proprio attivo un palmaress di esperienze e riconoscimenti davvero prestigiosi.
La storia professionale di questo giovane ed eclettico interprete gastronomico, inizia prestissimo. A 14 anni comincia a fare le prime stagioni in cucina. Terminati gli studi all’Istituto Alberghiero di Chiavenna – dove si qualifica come segretario d’Albergo –, prende subito la valigia e parte alla scoperta del mondo. “Ho sempre respirato l’aria della ristorazione – confida. La mia famiglia vanta una lunga esperienza in questo settore ed io, che sono cresciuto tra i fornelli, ne sono rimasto contagiato”.
 
 
CHEF GLOBETROTTER
Mattia resta fedele alla sua grande passione, la cucina d’autore, e subito si stabilisce a Londra dove, oltre a imparare l’inglese, matura le prime esperienze professionali. Concluso il primo anno di lavoro, si sposta in Svizzera. Per circa sette mesi vive altre esperienze nel settore. Decide quindi di tornare in Inghilterra dove nel 2001 – non ancora 20enne – entra a far parte della prestigiosa brigata dell’hotel penta-stellato Le Meridien, guidato dallo chef Fabrizio Cadei. “È stata una parentesi straordinaria – ricorda Mattia –. Il livello era altissimo e l’ambiente era sempre molto competitivo. La brigata era composta da 70 persone, tutte qualificate per grandi eventi. Ho avuto modo di crescere moltissimo”. Concluso il contratto, Mattia decide di tornare in Italia. Il mega-chef Antonio Fallini – originario della Valchiavenna – lo accoglie a braccia aperte in Toscana nel lussuosissimo relais chateaux Hotel Borgo San Felice. “Con Antonio ho imparato tanto – precisa Mattia –. È un maestro straordinario, che ha lavorato per i più importanti ristoranti del mondo”.
 
FRANCIA E STATI UNITI
Il bagaglio acquisito con la cucina toscana, porta successivamente Mattia a spostarsi in Francia, vicino a Marsiglia. “La Francia è una tappa d’obbligo per chi ama fare questo mestiere – aggiunge –. Al Relais Chateaux Villa Gallici, diretto dallo chef Christofer Gavout, ho vissuto l’esperienza più impegnativa, anche perché ero l’unico italiano della brigata e non sempre il mio avvicinamento alla cucina francese era visto di buon occhio”. La voglia di conoscere ed esplorare, lo porta poi a New York, dove rimane per un anno e grazie alle sue conoscenze e al suo curriculum, ottiene presto un posto in uno dei ristoranti Tribeca di Bob Giraldi. “L’impostazione del menù era di matrice italiana, ligure per la precisione. Si lavorava tantissimo e ogni giorno era una continua scoperta”.
Via da New York, a 23 anni, decide che al novero dei suoi viaggi manchi soltanto la Germania. Si sposta a Monaco, dove lavora al ristorante italiano Via Veneto. Il tempo di apprendere tutti i trucchi del mestiere e imparare una nuova lingua – Mattia ne parla correttamente cinque – e per lui è di nuovo venuto il momento di partire. Questa volta però – siamo nel 2006 – la destinazione è Chiavenna.
 
RITORNO A CASA
“Dopo alcuni anni in cui la mia famiglia aveva affidato a terzi la gestione dell’hotel-ristorante, era emersa la volontà di tornare ad occuparci direttamente del Crimea. La sfida mi è piaciuta da subito, anche se non nego che è stato uno stravolgimento totale dei ritmi e delle abitudini con cui ero vissuto sino a quel momento”. Per il Crimea, Mattia ha le idee chiare: il suo obiettivo è una cucina tradizionale del territorio, con una selezione quasi maniacale delle materie prime che Mattia Giacomelli sceglie personalmente dai tanti fornitori che ha conosciuto negli anni.
Il tutto per portare in tavola piatti composti in modo impeccabile, mai scontati, perché come lui stesso spiega “quando si assaggia una pietanza, lo si fa prima di tutto con gli occhi”. Le possibilità di scelta sono varie e il prezzo è accessibile a tutte le tasche.
 
RICONOSCIMENTI INTERNAZIONALI
La ricerca, lo studio, la sperimentazione lo portano quest’anno a ottenere – al suo primo concorso – la medaglia d’argento agli Internazionali d’Italia di Cucina, promossa dalla Federazione Italiana Cuochi, dopo che a febbraio aveva già vinto il primo premio di giornata (e terzo nella graduatoria finale assoluta) alla manifestazione “Cuoco dell’anno” a Lariofiere di Erba. Mentre racconta la sua storia, sempre in termini modesti e umili, rimane il dubbio di cosa leghi realmente questo straordinario e giovane chef a Chiavenna. Quando ne parla, descrive questa località come un luogo “perfetto”, dove – nonostante molti suoi coetanei non la pensino così – le opportunità per fare, vivere, lavorare sono tante. Eppure non basta a comprendere cosa ci sia in fondo di così importante, da tenerlo ancorato qui. Forse, sulle sue spalle, pesa quel senso di responsabilità nei confronti di un’azienda che con sacrificio e impegno, la sua famiglia ha creato e gli ha poi affidato. Forse, è questo è il lato più romantico della cosa, come tutti i grandi chef, anche Mattia ha nel cassetto l’ambizione di creare nella sua terra, qualcosa di speciale, che gli permetta un giorno di proporre e condividere tutto ciò che ha imparato e che ancora attende di essere presentato. Una cosa è certa: dello chef Mattia Giacomelli sentiremo ancora parlare.






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