Chiavenna

Ufficio Informazioni Chiavenna

23022 - Chiavenna (SO) Piazza Caduti della libertà
T 0343 37485
F 0343 37361

Orario di apertura dal 12.06.17
Dal lunedì al sabato: 07:30 -12:40 e 14:00 - 18:50
Domenica e festivi: 10:00 - 12:00 e 14:30 - 18:00

consorzioturistico@valchiavenna.com
www.valchiavenna.com

Informazioni e richieste per gruppi, convegni, eventi Chiavenna

23022 - Chiavenna (SO) Piazza Caduti per la libertà
T 0343 37485
F 0343 37361

Orari di apertura
Dal lunedì al sabato: 09:00 -12:40 e 14:00 - 18:50. 
Domenica e festivi 10:00 - 12:00 e 14:30 - 18:00.

consorzioturistico@valchiavenna.com
www.valchiavenna.com

Madesimo

Ufficio Informazioni Madesimo

23022 - Madesimo (SO) Via alle Scuole
T 0343 53015

Orario di apertura
Feriali: 09-12.30 e 14.30-18.00
Festivi: 09-12.30



madesimo@valtellina.it

Campodolcino

Ufficio Informazioni Campodolcino

23022 - Campodolcino (SO) Via D.R. Ballerini,
T 0343 50611

Dal 12 al 16 giugno: 09-12.30

Dal 13 giugno:

Lunedì: 09-12.30 e 15-18.30 
Martedì: 09-12.30 e 15-18.30 
Mercoledì: 09-12.30 e 15-18.30 
Giovedì: 09-12.30 e 15-18.30 
Venerdì: 09-12.30 e 15-18.30
Sabato: 09-12.30 e 15-18.30
Domenica: 09-12.30 e 15-18.30 



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Il ritorno alle radici

Paese allestito a festa, autorità in tricolore, eventi a tema e un pretesto per brindare in compagnia tutte le sere.
La via principale tappezzata di bandiere a “stelle e strisce” che sventolano, insieme a quelle locali, anche davanti a bar, alberghi, ristoranti, negozi e sui balconi delle abitazioni. Chi non sapesse che durante le due settimane centrali di agosto la popolazione di Campodolcino accoglie festosamente i lontani cugini d’oltreoceano, penserebbe di trovarsi in territorio americano. 
Dal 2011, con cadenza biennale, brigate di statunitensi fanno regolarmente visita alla località turistica valchiavennasca per la Reunion delle famiglie emigrate dalla Val di Giüst. Sono discendenti dei campodolcinesi partiti per l’America dopo la seconda metà del 1800 che si stabilirono in un piccolo villaggio nel cuore del Wisconsin, lungo il corso del leggendario fiume Mississippi.
 
Vista la numerosa presenza di italiani il borgo fu denominato Genoa, per onorare la città natale del connazionale Cristoforo Colombo. "Fino a qualche anno fa, quando qualche famiglia di tedeschi si trasferì in paese, ogni anima di Genoa e delle fattorie sulle colline era solo italiana, o figlia o nipote di italiani e tutti dolciusiani, perché quasi tutte le famiglie originarie provenivano dal paese di Campo Dolcius vicino al famoso Lago di Como" così scrivevano sul giornale La Crosse Tribune il 20 luglio 1930. Le radici delle prime famiglie di emigrati si sono diramate oltre il confine del Wisconsin e le attuali generazioni risiedono oggi in quasi tutti gli stati della confederazione.
 
Il giorno della partenza per Campodolcino l’appuntamento per tutti è l’aeroporto internazionale di New York, città in cui i loro bisnonni toccarono per la prima volta il suolo americano. Poi il viaggio prosegue in compagnia fino a raggiungere la Valle Spluga, dove tutto ebbe inizio. Quella di quest’anno sarà la quarta edizione e l’entusiasmo non sembra smorzarsi. Le comitive sono sempre composte da un minimo di sessanta fino a oltre ottanta persone di tutte le età: bambini, ragazzi, adulti e anziani. Alcuni di loro hanno già partecipato ad uno o addirittura a tutti i precedenti incontri e tornano ora con amici e parenti.
 
Ciò che colpisce durante la manifestazione è la partecipazione e il clima di fratellanza e amicizia. Per due settimane si fa tutti parte di una grande famiglia: italiani, americani e chiunque si trovi in loco. Feste, abbracci, pacche sulle spalle e gran vociare tra persone che spesso non parlano nemmeno la stessa lingua, ma riescono comunque ad intendersi.
Perché quando si è ben disposti, la lingua non costituisce una barriera. Gli statunitensi indossano t-shirt dedicate all’avvenimento e una targhetta indicante il loro italianissimo cognome: Trussoni, Curti, Guanella, Fanetti, Vener, Ghelfi, Gilardi, Francoli. Accostati però a nomi tipicamente americani: Bill, Gery, Al, Bob, Mary, Kenny, Tom, Rose, Caro.
Quando ci si incontra per strada e si scopre di portare lo stesso cognome o di essere addirittura lontani parenti iniziano le gimkane di abbracci, strette di mano, gli inviti a pranzo o a cena.
Tanti i sorrisi e a volte persino lacrime di commozione. Soprattutto quando capita di assistere alla testimonianza di qualche anziano del paese che, fiero e solenne, racconta aneddoti di famiglia tramandati di generazione in generazione. Anche i turisti sono piacevolmente travolti nel turbinio di eventi e momenti conviviali, perché è difficile restare indifferenti a questa euforia contagiosa. Alcuni di loro, assieme ai residenti, si prestano come interpreti o accompagnatori durante gli innumerevoli appuntamenti.
 
In programma viaggi giornalieri alla scoperta delle città d’arte del nord Italia e gite fuoriporta verso il rinomato Lago di Como o la vicina Engadina, per un tour sul famoso Trenino Rosso del Bernina. Poi visite alle cantine di aziende vinicole valtellinesi, con degustazione degli ottimi vini frutto della famosa viticoltura eroica praticata nei terrazzamenti rocciosi e scoscesi. Previste anche molte escursioni lungo panoramici sentieri di montagna con destinazione i caratteristici alpeggi accessibili solo a piedi. Qui lo sforzo fisico dei partecipanti viene ripagato con piatti di fumante polenta taragna e altre specialità tipiche, preparate premurosamente dalle comunità locali per i loro speciali ospiti.
Anche se la scaletta di appuntamenti durante la giornata è molto intensa, non si può certo mancare alle sagre, e in agosto c’è solo l’imbarazzo della scelta. Si parte con la Festa dei Boeè, in frazione Prestone per poi terminare con quelle di San Rocco, a Fraciscio e nel vicino borgo di San Bernardo.
 
Anime dell’evento sono Bill Trussoni, legatissimo alle sue origini italiane e per questo divenuto nel 2013 cittadino onorario del paese, e Luigi G. Fanetti, campodolcinese appassionato di genealogia. Insieme, pur non conoscendo le rispettive lingue, sono impegnati per mesi nell’organizzazione. Il locale Ufficio Turistico offre grande supporto sia prima che durante la manifestazione, mentre il Museo della Via Spluga e della Val San Giacomo, Mu.vi.s, è la base logistica dei volontari per le numerose riunioni che si tengono nel corso dell’anno. C’è anche un sito internet, www.valdigiust.it, che offre la possibilità di seguire da lontano l’avventura in terra valchiavennasca a chi non ha potuto essere presente. Il sito è costantemente aggiornato da Walter Trussoni, altro organizzatore di riferimento sul fronte italiano.
 
Il legame che ora si è instaurato tra le comunità travalica i confini della Valchiavenna, visto che alcune famiglie italiane sono già state accolte con altrettanto ardore oltreoceano, e uno studente della valle pochi mesi fa ha raggiunto Genoa per un progetto di formazione in collaborazione con il proprio istituto scolastico. La voglia di contraccambiare l’ospitalità ricevuta a Campodolcino è tale che si è deciso di organizzare una Reunion anche negli Stati Uniti per il 2018. Illinois, Wisconsin e South Dakota saranno le destinazioni. Luoghi pressoché sconosciuti in Italia e per questo una piacevole sorpresa per chi li visiterà, perché offrono paesaggi assolutamente spettacolari e una natura unica e suggestiva. Soprattutto però sarà un’opportunità per trascorrere momenti indimenticabili ed emozionanti come quelli vissuti dagli americani in Valle Spluga.
La proposta è rivolta a tutti e le iscrizioni sono già aperte. Ulteriori informazioni si trovano sui siti www.fraciscio.it o www.valdigiust.it.
 
Quest’anno inoltre, per dimostrare la propria gratitudine alla popolazione locale, Bill e company hanno inserito in programma un evento denominato Grand American Thank You durante il quale saranno presenti anche autorità americane.
I ricordi che si mettono in valigia sono molti ed entusiasmanti. A volte sono singoli gesti, una parola, un semplice saluto. Al rientro da una gita a Venezia qualcuno commentò che la città era bellissima, ma “lì ero un turista qualsiasi, a Campodolcino sono trattato come uno di famiglia”. A volte sono manifestazioni più evidenti come una delle ultime scampagnate all’Alpe Avero dove gli alpigiani solitamente presenti, circa una ventina, avevano preparato un’accoglienza eccezionale chiamando a raccolta addirittura duecento persone.
“Ciò che vi aspetta a Campodolcino non è una vacanza” ribadisce sempre Bill Trussoni ai propri connazionali “ma un’esperienza di vita”. Ed è proprio così, una volta arrivati, tutti confermano la sua visione.
 
Testo di Gabriella Fanetti


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Contatti utili

Per informazioni:
Ufficio Turistico Campodolcino
T: + 39 0343 50611
campodolcino@valtellina.it
www.campodolcino.eu
www.fraciscio.it
www.valdigiust.it